La stessa matrice della REA Evoluzione, spinta nella direzione più corsaiola. Superlega alluminio-scandio-zirconio, la famiglia sviluppata su pista e cresciuta per rendere più performanti le bici stradali.
Una bicicletta leggera non è una bicicletta per ciclisti leggeri.
Spessori, sezioni e rigidezze vengono calcolati sul peso e sulla potenza della persona che la userà: la struttura si adatta al carico che dovrà reggere, non a una media. È il motivo per cui un ciclista pesante può avere una bici da salita vera, invece di una bici da salita con le tolleranze di qualcun altro.
Un atleta di 75 kg che affronta una salita al 10% a 11 km/h sviluppa circa 360 W normalizzati.
Con una bicicletta più leggera di un chilo, alla stessa velocità, ne risparmia 2,7: lo 0,7%.
L’ottimizzazione geometrica del sistema Pulling Elbow®, rispetto a un telaio con geometria tradizionale, vale oltre il 3%.
Dodici watt.
Le leghe correnti snervano intorno ai 275 MPa e cedono gran parte di quella resistenza attorno al cordone di saldatura. le leghe correnti hanno rigidità bassa, e la rigidezza si recupera con diametri larghi e pareti generose.
Le leghe di alluminio accumulano danno a ogni ciclo, senza soglia di sicurezza. Per questo se ne usa tanto, spessori alti con la rigidezza di struttura che cresce col cubo dello spessore.
105 GPa. Resistenza a fatica superiore a ogni altra lega da telaio, e nessuna verniciatura necessaria per durare.
Quattro leghe diverse nello stesso telaio, ciascuna dove lavora meglio: FourTi® ottiene comportamenti opposti in punti diversi senza cambiare la forma dei tubi.
Usare quattro leghe permette di ottimizzare gli spessori delle parti trafilate e di quelle stampate lavorando sulle caratteristiche meccaniche di deformazione della lega.
Il modulo più alto fra i metalli da telaio, e una vita a fatica praticamente illimitata sotto la soglia di progetto.
L'ottimizzazione con trattamento termico delle leghe HTS consente prestazioni meccaniche uniche e l'uso di leghe austenitiche consente di mantenere intatte le proprietà meccaniche anche post welding.
Pareti minime, diametri contenuti, tubi snelli. Flessione progressiva e risposta immediata sui pedali.
Da 200 a 800 GPa, secondo l'orientamento delle fibre. È la loro forza.
Ogni variazione richiede una nuova laminazione e una nuova validazione, quindi il progetto si congela in uno stampo. Da lì volumi, taglie, cicli produttivi.
La vera forza del composito è nella scalabilità industriale e nella replicabilità ad altissimo standard che lo rende ottimale in componenti con sollecitazioni precise: Manubri, forcelle, ruote.
Carico di rottura oltre 560 MPa.
Snervamento oltre 490 MPa.
Allungamento oltre l'8%.
Il doppio delle leghe di alluminio correnti, con la duttilità intatta. Lo scandio conserva le proprietà del trattamento termico anche oltre il cordone: la zona saldata smette di dettare lo spessore di tutto il resto.
Lo spessore torna una decisione. Tubi idroformati a parete variabile, nervature dove arriva la sollecitazione, la curvatura del Pulling Elbow® verso i dropouts e l'asse ruota posteriore.
Rigida lungo la direzione in cui si spinge, lungo quella da cui arriva il fondo.
Un metallo si comporta allo stesso modo in ogni direzione.
Un laminato in fibra no, e questo è anche il suo vantaggio: la rigidezza si può mettere lungo un asse preciso.
Il prezzo è la libertà.
Un materiale anisotropo va progettato, laminato e validato per ogni variante, e ogni modifica rimette in discussione il pezzo intero. Con un metallo la rigidezza della struttura si governa con la forma: cambia una sezione, cambia uno spessore, e il comportamento cambia in modo prevedibile in ogni direzione.
I telai della MotoGP sono in alluminio. Il carbonio in quel campionato è stato provato, e la difficoltà di modulare la flessibilità in modo controllato ha riportato tutti al metallo: lì serve cambiare il comportamento del telaio fra una prova e l’altra, non fra una stagione e l’altra.
Su una bicicletta progettata per una persona sola, il problema è lo stesso.
Oggi quell’idea ha il suo allestimento. Con ROTOR, partner storico di TOOT Engineering e del Reparto Corse, nasce la trasmissione elettronica ROTOR UNO 1×13 con drivetrain monocorona TOOT X-1, power meter integrato e cassetta TOOT INTELLAXS 11/42. La corona lavorata CNC da 7075T6 è suggerita in 48T ma puoi scegliere la soluzione più adatta allo sviluppo metrico ideale per le strade che percorri. .
€ 7.880
iva inclusa
La soluzione definitiva, il presente e il futuro in una icona senza tempo.
Gli atleti TOOT Racing lo hanno sviluppato e portato in gara anni fa, quando sembrava una stranezza; oggi è la scelta dei professionisti.
La cassetta INTELLAXS 11/42 su corpetto SHIMANO HG11 esiste perché quella libertà, su strade vere e con dislivelli veri, serviva tutta.
€ 3,990
iva inclusa
Telaio, forcella, seatpost e cockpit. Ruote e gruppo li scegli e li monti tu.
In opzione senza sovrapprezzo seatpost T1 in titanio e cockpit monoscocca M4.
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Vuoi scegliere il gruppo o montarne uno che hai già? Scegli FRAMESET&WHEELS
Frameset con cockpit e sella e ruote HOURGLASS HG65 RACEPROVEN.
€ 7.680
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la bicicletta viaggia smontata frameset, gruppo, trasmissione, ruote fino a un centro di montaggio scelto da te, i cui tecnici vengono formati da TOOT Engineering per l’assemblaggio.
Preferisci la soluzione "monoscocca" senza rinunciare all'extra stack della soluzione TOOT M3? TOOT M4 YL è il cockpit che fa per te.
Leggerissimo e dello stesso materiale del telaio: scegli una estetica materica e elegante con il seatpost in titanio TOOT T1 Sc
Se prima di confermare la tua scelta vuoi raccontarci di te per scoprire se REA EVOLUZIONE AlScaZir® è la tua bici ideale prova HORAI® KAIROS
Oggi il monocorona su strada sta diventando una tendenza sempre più radicata nell’utilizzo sia road che gravel.
TOOT Engineering ha sviluppato una cassetta CNC a 13 velocità 11/42 che offre l’intera gamma rapporti di una doppia.
Aracnide THECLUB viene suggerita con corona 48T e cassetta TOOT THEJASON11/42 con uno sviluppo metrico minimo (con pneumatici da 28mm) di 2,43 metri corrispondenti esattamente allo sviluppo di un 34×30.
Ma se vuoi provare altre soluzioni sopri la rapportatura più adatta a te con il GEAR CALCULATOR di TOOT Engineering.
«Deve essere una bici da corsa. Una vera bici da corsa.» Con questa frase, nel 2014, Giairo Ermeti chiede a Romolo Stanco di progettare la sua.
Non c’era un’azienda a cui rivolgersi, non c’era un catalogo, non c’era una commissione. C’erano due telai — uno per Giairo, uno per Romolo — caricati in macchina e portati sulle salite del Tour per vedere se funzionavano.
Funzionavano.
Marc Ryan, campione del mondo su pista neozelandese, entra nello sviluppo di Aracnide nel 2015 e ne fa la sua arma da criterium.
Il criterium è il banco di prova peggiore che esista per una bicicletta da strada: curve strette ripetute per un’ora, uscite in accelerazione, ruote a contatto, nessun momento in cui la bici può permettersi di essere approssimativa. Chi ci corre sente ogni cosa.
Ryan la definisce la bicicletta più reattiva e guidabile che avesse mai usato. Da lì la geometria dell’anteriore e il comportamento in appoggio diventano una linea di sviluppo permanente.
Alessandro Petacchi corre con il titanio TiRED, L’esperienza che la rende possibile, però, arriva da un’altra parte: la Cape Epic in Sudafrica, corsa in categoria élite con Francesco Chicchi su HEDERA in titanio, front con carro elastico e canna di ritorno in nichel-titanio. Arrivati al traguardo nelle prime cinquanta posizioni, zero problemi al telaio.
Una gara a tappe in fuoristrada insegna cose su una bici da strada che nessun test su asfalto restituisce: dove la struttura si stanca, cosa succede al comportamento quando il ciclista è esausto, quali parti vanno sovradimensionate e quali no.
L’ultracycler Paolo Aste macina migliaia di chilometri su Aracnide, e da quel lavoro nasce nel 2018 la versione ULTRA.
Qui la domanda cambia di natura. Su una gara di un giorno conta cosa fa la bicicletta; su una gara di più giorni conta cosa fa alla persona. Postura sostenibile, deformazioni controllate, punti di appoggio calcolati per ore che non si contano più.
Sulla versione in acciaio, Walter Cadamuro e Walter Tortoroglio vincono su percorsi che avrebbero messo in crisi qualsiasi telaio progettato sulla media.
Nessuna bici uguale.
Nessun ciclista uguale.
È la stessa cosa detta due volte.
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