ARACNIDE EVO T-CLUB è la sintesi delle scelte tecniche e delle soluzioni di innovazione che TOOT Engineering ha sviluppato per atleti e appassionati.
Sezioni, nervature, rinforzi locali nell’area dello sterzo e in quella del movimento centrale: ogni punto risponde a flessione, torsione e trazione come deve, perché in ogni punto arriva una sollecitazione diversa.
Progettare il comfort significa scegliere dove il materiale si deforma e di quanto, così che la sollecitazione che arriva dal fondo si disperda prima di arrivarti addosso. E lasciare intatta la direzione opposta, quella che va da te al telaio e alle ruote, dove tutto deve passare.
Allestimento THECLUB: Oggi ARACNIDE THECLUB ha il suo allestimento testato dagli atleti del TOOT RACING FACTORY TEAM e sviluppato dai tecnici del REPARTO CORSE di TOOT RACING.
Con ROTOR, partner storico di TOOT Engineering, nasce la trasmissione elettronica ROTOR UNO 1×13 con drivetrain monocorona TOOT X-1, power meter integrato e cassetta TOOT INTELLAXS 11/42.
La corona lavorata CNC da 7075T6 è suggerita in 48T ma puoi scegliere la soluzione più adatta allo sviluppo metrico ideale per le strade che percorri.
€ 9.880
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La soluzione definitiva, il presente e il futuro in una icona senza tempo.
Gli atleti TOOT Racing lo hanno sviluppato e portato in gara anni fa, quando sembrava una stranezza; oggi è la scelta dei professionisti.
La cassetta INTELLAXS 11/42 su corpetto SHIMANO HG11 esiste perché quella libertà, su strade vere e con dislivelli veri, serviva tutta.
€ 5.990
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Telaio, forcella, seatpost e cockpit. Ruote e gruppo li scegli e li monti tu.
In opzione senza sovrapprezzo seatpost T1 in titanio e cockpit monoscocca M4.
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Vuoi scegliere il gruppo o montarne uno che hai già? Scegli FRAMESET&WHEELS
Frameset con cockpit e sella e ruote HOURGLASS HG65 RACEPROVEN.
€ 9.680
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la bicicletta viaggia smontata frameset, gruppo, trasmissione, ruote fino a un centro di montaggio scelto da te, i cui tecnici vengono formati da TOOT Engineering per l’assemblaggio.
Se prima di confermare la tua scelta vuoi raccontarci di te per scoprire se ARACNIDE EVO è la tua bici ideale prova HORAI® KAIROS
Preferisci la soluzione "monoscocca" senza rinunciare all'extra stack della soluzione TOOT M3? TOOT M4 YL è il cockpit che fa per te.
Migliora il comfort e scegli una estetica materica e elegante con il seatpost in titanio TOOT T1Ti
Nasce in pista e nei criterium, dove una catena sola e una corona sola significano meno cose che si muovono e più potenza che arriva dove serve. I tecnici e gli atleti TiRED bikes lo hanno portato in strada da pionieri, dieci anni prima che diventasse la scelta definitiva dei professionisti.
Oggi il monocorona su strada sta diventando una tendenza sempre più radicata nell’utilizzo sia road che gravel.
TOOT Engineering ha sviluppato una cassetta CNC a 13 velocità 11/42 che offre l’intera gamma rapporti di una doppia.
Aracnide THECLUB viene suggerita con corona 48T e cassetta TOOT THEJASON11/42 con uno sviluppo metrico minimo (con pneumatici da 28mm) di 2,43 metri corrispondenti esattamente allo sviluppo di un 34×30.
Ma se vuoi provare altre soluzioni sopri la rapportatura più adatta a te con il GEAR CALCULATOR di TOOT Engineering.
10+
Si parte da sbozzati a spessore variabile e si idroforma in stampi ibridi, polimero più acciaio 316L stampato in 3D. Il costo del master stampato 3D permette incidere in modo sostenibile sul processo di costruzione consentendo una personalizzazione raffinata delle caratteristiche meccaniche del telaio.
La manifattura digitale avanzata è la ragione per cui un telaio può avere la forma e lo spessore che servono a un solo ciclista.
Sezioni, nervature, rinforzi locali nell’area dello sterzo e in quella del movimento centrale: ogni punto risponde a flessione, torsione e trazione come deve, perché in ogni punto arriva una sollecitazione diversa.
Una sabbiatura del titanio scura, opaca, setosa al tatto.
È la finitura con cui Aracnide si è presentata al NAHBS nel 2016 ed è rimasta la sua. Sotto le dita non sembra metallo lavorato: sembra una superficie che è sempre stata così. Non copre niente — la grana del titanio resta leggibile, le saldature a mano si vedono tutte, e dopo dieci anni di strada la superficie ha imparato a parlare con la tua pelle.
È l'unica parte di questa bicicletta che si giudica prima di salirci sopra.
«Deve essere una bici da corsa. Una vera bici da corsa.» Con questa frase, nel 2014, Giairo Ermeti chiede a Romolo Stanco di progettare la sua.
Non c’era un’azienda a cui rivolgersi, non c’era un catalogo, non c’era una commissione. C’erano due telai — uno per Giairo, uno per Romolo — caricati in macchina e portati sulle salite del Tour per vedere se funzionavano.
Funzionavano.
Marc Ryan, campione del mondo su pista neozelandese, entra nello sviluppo di Aracnide nel 2015 e ne fa la sua arma da criterium.
Il criterium è il banco di prova peggiore che esista per una bicicletta da strada: curve strette ripetute per un’ora, uscite in accelerazione, ruote a contatto, nessun momento in cui la bici può permettersi di essere approssimativa. Chi ci corre sente ogni cosa.
Ryan la definisce la bicicletta più reattiva e guidabile che avesse mai usato. Da lì la geometria dell’anteriore e il comportamento in appoggio diventano una linea di sviluppo permanente.
Alessandro Petacchi corre con il titanio TiRED, L’esperienza che la rende possibile, però, arriva da un’altra parte: la Cape Epic in Sudafrica, corsa in categoria élite con Francesco Chicchi su HEDERA in titanio, front con carro elastico e canna di ritorno in nichel-titanio. Arrivati al traguardo nelle prime cinquanta posizioni, zero problemi al telaio.
Una gara a tappe in fuoristrada insegna cose su una bici da strada che nessun test su asfalto restituisce: dove la struttura si stanca, cosa succede al comportamento quando il ciclista è esausto, quali parti vanno sovradimensionate e quali no.
L’ultracycler Paolo Aste macina migliaia di chilometri su Aracnide, e da quel lavoro nasce nel 2018 la versione ULTRA.
Qui la domanda cambia di natura. Su una gara di un giorno conta cosa fa la bicicletta; su una gara di più giorni conta cosa fa alla persona. Postura sostenibile, deformazioni controllate, punti di appoggio calcolati per ore che non si contano più.
Sulla versione in acciaio, Walter Cadamuro e Walter Tortoroglio vincono su percorsi che avrebbero messo in crisi qualsiasi telaio progettato sulla media.
Nessuna bici uguale.
Nessun ciclista uguale.
È la stessa cosa detta due volte.
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